
Guido Donegani nacque a Livorno il 26.3.1877 da Giovan Battista e da Albina Corridi in Via Scali Massimo d' Azeglio nel quartiere eminentemente commerciale, dove già erano approdati il nonno, Luigi Donegani, di origine comasca (nel 1846) e la famiglia Corridi, ai tempi proprietaria di un "negozio di medicinali" e poi di una distilleria (ascendente dei Corridi gli inglesi Hall).
Guido Donegani nacque dopo i fratelli Luigi, Gustavo, Eugenio, precedendo la sorella Giulia.
Sin da bambino si fece notare per una serietà non comune.
Studente esemplare frequentò il biennio propedeutico a Pisa e si laureò in Ingegneria Industriale a Torino nel 1901.
Seguono subito il lavoro presso i Cantieri Ansaldo di Genova, dove si occupa di demolizione di vecchie navi (e lo fa fino al 1907), e il matrimonio con la bellissima torinese Anna Coppa, che lo lascia vedovo dopo pochi mesi.
Anche per reazione a questo grave dolore moltiplica la sua attività lavorativa e come Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Livorno risolve l'annoso problema dell'approvvigionamento idrico della città.
Dal 1903 al 1907 frequenta sempre più assiduamente le miniere di rame della Società Minerarie Montecatini in Val di Cecina, di cui è Amministratore il padre e al quale subentra il 24 maggio 1910. E' l'anno in cui viene acquisita la Società Unione Italiana Miniere Pirite a compensare il crescente disimpegno dalle miniere di rame in via di esaurimento.
Lo stesso anno Guido Donegani trasferisce la sede della Montecatini da Livorno a Milano, esattamente il 26 marzo, uguale al giorno della sua nascita (1877) e della nascita della Società Montecatini (1888).
Dalle piriti all'acido solforico ai fertilizzanti fosfatici. Con logicità di sviluppo Donegani trasforma la Montecatini da Società Mineraria in Chimica, con obiettivo primario: razionalizzazione e potenziamento dell'agricoltura. Nel decennio 1910-20 si costruiscono capillarmente in tutta Italia oltre 40 stabilimenti di concimi e altri stabilimenti per intermedi e prodotti chimici essenziali alla vita italiana.
Nel 1918 Donegani diviene Presidente della Società.
Tre anni dopo ne avvia la seconda fase dello sviluppo: quella dell'Azoto (1921-1932). Il 26 maggio 1921 lo storico incontro a Novara con il ventinovenne ingegnere Giacomo Fauser che l'anno prima, con un reattore pionieristico ricavato da un obice residuato della guerra, era riuscito a produrre 4 kg/giorno di ammoniaca in condizioni di temperatura e pressione molto più favorevoli di quelle usate nei collaudatissimi impianti industriali (1913 e 1917) della potente BASF tedesca.
Il 31 maggio, tornato a Novara, Donegani costituisce con Fauser la Società Elettrochimica Novarese con capitale sociale 3 Milioni di Lire.
Seguono i fulminei progressi di Fauser che in un decennio sviluppa tutta la chimica dei derivati azotati, compresa l'urea, il più eccellente dei fertilizzanti. Base l'acido nitrico, vengono prodotti coloranti, esplosivi, fibre artificiali, intermedi ed altri composti chimici.
Nei primi anni trenta Donegani avvia la terza fase della sua guida, quella della grande Chimica Organica che coincide con un notevole impulso dato alla ricerca.
Con ammirevole lungimiranza Donegani l'aveva sempre privilegiata sin dai tempi del primo Laboratorio di fabbrica (1922) presso lo stabilimento della S.E.N. poi divenuta Ammonia e Derivati. In sostituzione del vecchio glorioso laboratorio, il 18 novembre 1934 viene inaugurato a Novara un imponente "Laboratorio Ricerche Scientifiche di Chimica Inorganica". Su tre piani, dispone di numerosi ambienti con apparecchiature d'avanguardia e vasti capannoni di semiscala. Oggi si può ancora ammirare in Via Fauser 11, magnifico esemplare di archeologia industriale.
Quasi contemporaneamente a quello di Novara entra in attività (8 novembre 1934) il Laboratorio di Ricerche di Chimica Organica a Cesano Maderno per la Società di settore ACNA. Appena 5 anni dopo (1939) per potenziare ulteriormente la ricerca Donegani fa stanziare 20 milioni di Lire per un nuovo Istituto a Novara; il 29 marzo 1940 il Consiglio di Amministrazione decide di denominarlo Istituto Scientifico Guido Donegani per Ricerche e Sperimentazioni Chimiche.
Viene inaugurato in sordina a causa della guerra nel luglio 1941. L'ottobre successivo si inaugura al secondo piano dello stesso edificio l'Istituto Sperimentale Metalli Leggeri.
Nel corso del decennio 1930-1940 si realizzano numerose iniziative all'estero, come cessioni di licenze o come joint-ventures (Belgio, Olanda, Francia, Giappone, India, Russia, Svezia, Svizzera, Canada, Sud Africa, Romania), si sviluppano accordi con terzi (italiani e stranieri) per sinergie di tecnologie.
Nel 1936 viene costituita a Novara l'ANIC (Azienda Nazionale Idrogenazione Combustibili), joint-venture 50-50 con lo Stato italiano.
Le fulminee ricerche di Fauser consentono di realizzare nel 1938 le due raffinerie STANIC di Bari e di Livorno per la valorizzazione dei petroli asfaltici albanesi.
Lo stesso anno si attiva l'industria dell'alluminio a Porto Marghera.
Otto anni dopo (settembre 1946) nella lettera di commiato ai Lavoratori e agli Azionisti, Guido Donegani può così riassumere il patrimonio tecnico della Società: 21 miniere e 9 cave, 5 raffinerie di zolfo, 3 fonderie (Pb-Zn, leghe di Fe), 3 stabilimenti per Allumina e Alluminio, 3 per leghe leggere, le cave di marmo e 8 segherie, 46 fabbriche di concimi fosfatici, 8 di solfato di rame, 9 di azoto sintetico, 34 fabbriche di prodotti chimici (resine, coloranti, vernici, pigmenti, colle), 2 stabilimenti per Rayon e Nylon, 2 per farmaceutici, 11 centrali idroelettriche e 5 termoelettriche, 2 cockerie, 5 iutifici, Organizzazioni per trasporti, sbarchi e imbarchi, tronchi ferroviari.
Dai 3 Milioni di Lire di capitale sociale del 1910, con poche centinaia di dipendenti, ai 2 Miliardi di Lire anteguerra con oltre 50.000 tra tecnici ed operai.
Guido Donegani, gigante dell'imprenditoria e dell'antiveggenza, che aveva avviato a grande sviluppo tutta la chimica italiana, beneficato con illuminate opere sociali decine di migliaia di dipendenti e loro figli, si era dimesso dalla Società il 26 novembre 1945, quando, dopo aver subito mesi di carcere ed essere stato assolto due volte, con formula piena, tornò ad essere inquisito a seguito di calunnie di stampa. Assolto per la terza volta muore a Bordighera il 16 aprile 1947.